Assenza ingiustificata: il lavoratore sparisce? Ecco come risolvere il contratto senza licenziamento

Sei un datore di lavoro e ti trovi di fronte a un dipendente che, senza alcuna comunicazione, non si presenta al lavoro da giorni? La nuova Legge n. 203/2024 si propone di sistemare un grave vuoto presente negli ultimi anni, in materia di dimissioni di fatto, per gestire le assenze ingiustificate senza dover affrontare un lungo iter di licenziamento. Vediamo insieme come funziona questa nuova procedura e quali vantaggi porta per le aziende!

Quando scatta la risoluzione automatica del contratto?

Se il lavoratore è assente ingiustificato per più di 15 giorni consecutivi (o per un periodo superiore se previsto specificatamente dal contratto collettivo – vedi nota Min.Lavoro n. 6 del 27/03/2025 -, il rapporto di lavoro si considera automaticamente risolto.

📌 In pratica, se il dipendente non si fa vivo e il termine massimo di assenza ingiustificata viene superato, il datore di lavoro può considerare il contratto chiuso per dimissioni di fatto.

📩 Quali obblighi ha il datore di lavoro?

Il datore di lavoro non deve sempre segnalare l’assenza, ma solo se intende avvalersi della risoluzione automatica. In questo caso, deve inviare una comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di competenza (ITL) via PEC, includendo:

✅ Dati anagrafici del lavoratore
✅ Recapiti (telefono, email)
✅ Eventuali altre informazioni utili

Questa segnalazione attiva il controllo da parte dell’ITL, che ha 30 giorni di tempo per verificare la situazione.

🔍 Cosa succede dopo la comunicazione?

L’Ispettorato può decidere di effettuare accertamenti, contattando il lavoratore o altre persone in azienda. Se la verifica conferma che l’assenza è ingiustificata, il rapporto di lavoro si considera definitivamente risolto per dimissioni.

🛑 Il lavoratore può evitare la risoluzione?

Sì, ma solo in casi eccezionali. Se il dipendente dimostra di non aver potuto avvisare l’azienda per cause di forza maggiore, l’ITL può bloccare la risoluzione del contratto e permettergli di riprendere il lavoro.

🏢 Perché conviene alle aziende?

Questa procedura non è un licenziamento, ma una dimissione per fatti concludenti. Ciò significa:

Niente contributo NASpI: l’azienda non deve pagare il contributo di disoccupazione dovuto in caso di licenziamento.
Iter più snello: non serve seguire l’intero procedimento di licenziamento con contestazioni, difese e preavvisi.
Maggiore tutela legale: la risoluzione è basata su un comportamento oggettivo e verificato.

📌 Conclusioni: una svolta nella gestione delle assenze

Grazie alla Legge n. 203/2024, le aziende possono finalmente gestire le assenze ingiustificate in modo più rapido ed efficace, senza rischi legali e senza costi aggiuntivi, anche se ad onore del vero non mancano perplessità pratiche sul tema.

Ma attenzione: per applicare correttamente questa normativa ed evitare errori, è fondamentale affidarsi a un esperto. Il nostro Studio di Consulenza del Lavoro è pronto ad aiutarti passo dopo passo! Contattaci per una consulenza personalizzata e proteggi la tua azienda da situazioni complesse.

 

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